Loading...

ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

mercoledì 6 settembre 2017

Smaltimento: a pensar male...

Mortara (Pv) incendio nell'impianto di smaltimento rifiuti.  "Allarme diossina". Come è che a scadenza, qua e là, gli impianti dei rifiuti prendono fuoco? Quali e quanti rifiuti vanno in fumo? Erano stati dichiarati? a pensar male... ci sono impatto ambientale e impatto legale. Chi controlla?

giovedì 31 agosto 2017

Chi garantisce il diritto allo studio?

Il TAR della Lazio ha annullato il test di ammissione alle facoltà umanistiche introdotto dalla Statale. Triste quel paese che nella società della conoscenza per avere giudizi legati al buon senso sul diritto allo studio deve ricorrere ai tribunali...

lunedì 28 agosto 2017

Una nuova politica

Emma Bonino "Abbiamo perso tutti, la politica, il Paese, i migranti stessi."  "gli italiani sono diventati intolleranti verso chiunque sia altro e diverso. In particolare se povero" sulla Libia "facciamo finta di non vedere". Lucidissima Emma, manca una politica che investa sulla ricostituzione del Patto Civile, quindi sui diritti e sui doveri di tutti, per una Europa federata, capace di esprimere una soggettività politica sulla scala globale.

martedì 22 agosto 2017

Ischia, il terremoto e l'abusivismo

Dopo aver espresso la mia vicinanza agli Ischitani che conosco, il terremoto che ha colpito Ischia mi ha posto una domanda.
Quanto è stato danneggiato dell'abuso edilizio che da decenni e decenni pervade l'isola? È facile immaginare che, come non ha tenuto in conto alcuna norma urbanistica, l'abusivismo edilizio abbia fatto altrettanto con  i criteri di costruzione antisismici. È una questione annosa, giustificata e proposta come una malintesa affermazione di autonomia, di estensione del diritto alla emancipazione sociale e di definizione identitaria. Alla faccia dell'Epomeo, del suo cratere e delle sue pendici, il terremoto ora costringe a fare i conti con la realtà, facendo crollare forse anche ciò che nessun giudice, sindaco o assessore regionale non ha fatto abbattere. Chissà se l'ipocrisia e il voto di scambio, locale e nazionale, invece del ritorno nel solco della legalità e della urbanistica sostenibile, avrà la sfrontatezza di riproporre la consuetudine come convenzione da sostenere e foraggiare nel nome della tradizione?

giovedì 3 agosto 2017

Il parlamentare del PD Esposito ci è o ci fa?

Esposito, parlamentare PD "Per alcune ONG il tema è solo salvare vite umane" e quale altro dovrebbe essere per una ONG? Il problema c'è dove accettano di essere in filiera con i trafficanti di carne umana. È il tema della politica pubblica di gestione e di prevenzione che non c'è.

sabato 29 luglio 2017

Was Telecom strategic for us? Telecom per noi non era strategica?

About strategic companies. All national telecom was allowed to include the substantive discriminatory practice of network and service control (where was the guarantor?) Except to sell it to the French instead of transforming it into a public company. But are we not in society and the knowledge economy? So what is strategic, if not the communication and access infrastructure?

mercoledì 19 luglio 2017

Lettera aperta a Tomaso Montanari

Lettera aperta a Tomaso Montanari dopo Roma e Milano

Caro Tomaso,

nella mail che hai indirizzato a me e ad altri esponenti di differenti culture politiche milanesi, accomunate dal NO al referendum costituzionale del 4 dicembre e dall'adesione all'appello che tu e Anna Falcone avete lanciato, precisavi che "nello spirito del Brancaccio, tutte le assemblee che vengono convocate sono ‘di tutti', senza nessuna primazia o senza nessuna sigla, targa o appartenenza." Condividendo questa tua premessa, ho partecipato alla riunione per il lancio e la preparazione dell'incontro pubblico milanese, che avrebbe dovuto essere plurale, dando la parola a tutte le differenze. Così non è stato. Chi ha deciso chi far parlare e chi censurare? A che titolo? In quale sede? Purtroppo è più forte di loro, gli emuli del bolscevismo sono senza speranza: rifuggono da ogni pluralismo che non sia interno alla divisione/ricomposizione della diaspora della Bolognina nella duplice versione "stampella del PD" o "minoritarismo identitario" e vivono come corpo estraneo ogni espressione libertaria, radicale, riformista, ecologista.  Poco importa se sono proprio queste espressioni ad aver promosso i referendum milanesi o la lista trasversale ed inclusiva per le elezioni della  Città Metropolitana o l'art.28 per l'Udienza Pubblica sulla privatizzazione degli ex scali ferroviari.
 Poco importa se il 50% degli elettori non vota perché non è motivato da nessuna offerta, meno che mai ideologica.
Noi libertari, che non siamo interessati a riesumare le antinomie politiche del Novecento,  che ci occupiamo delle questioni concrete locali e globali che interessano la vita dei cittadini, non saremo né utili idioti silenziati, né inutili testimoni della spartizione consociativa. Vogliamo concorrere a costruire un'alternativa di governo europea, capace di rispondere agli interessi del Paese e dei suoi cittadini in un'ottica glocale, avendo come riferimento la nostra Costituzione. 
I vari cespugli della vecchia sinistra, che stasera abbiamo visto in azione alla Camera del lavoro, sono la faccia speculare dell'autoreferenzialità del PD: a ognuno la sua parte in commedia, come abbiamo già visto alle elezioni amministrative milanesi, per fare la stampella a Sala o, quando va bene, per essere testimoni critici del suo consenso trasversale. 
Nessuno ci obbliga a questo spartito e a questa compagnia. 
Ti auguro una  piena consapevolezza coerente con il tuo appello.

Fiorello Cortiana

venerdì 14 luglio 2017

Scali ex FS: ha fatto la pentola ma non il coperchio

Ancora sugli scali ferroviari: si tratta di una truffa perche questa partecipata, quotandosi in borsa, anche solo parzialmente, diventa un privato a cui consegniamo un bene pubblico ( cioè che oggi appartiene alla città) e la sua rendita fondiaria, nonché gli indirizzi di politica urbana. È una truffa alla democrazia perché informare e incontrare la base elettorale del partito di maggioranza e dei suoi alleati non significa ascoltare i cittadini e men che meno farli partecipare. Già oggi c'è un assessorato alla partecipazione che avrebbe dovuto attivare per tempo ciò che abbiamo parzialmente attivato noi raccogliendo le firme. Fare bene, rispettando le procedure e le leggi è ciò che una buona politica e una buona amministrazione dovrebbero prefiggersi, altrimenti si decide altrove ( centri finanziari privati, con redazioni compiacenti a fare da cassa di risonanza di interessi altri). La nostra Costituzione, confermata dai cittadini il 4 dicembre, dà altre indicazioni da rispettare. Doverosamente facciamo i ricorsi per affermare i diritti, i doveri e i valori della Carta. Vedremo se siamo velleitari, sfascisti o se invece costituiamo un buon esempio.

giovedì 6 luglio 2017

Scali ex FS: Istanza Pubblica con respiro economico europeo

Con la Convocazione del Sindaco Sala dell'Udienza Pubblica sulla "Trasformazione degli Scali Ferroviari Milanesi" martedì 11 dalle 9,30 alle 20,30 e l'immediata convocazione del Consiglio Comunale mercoledì 12, l'amministrazione procederà alla ratifica dell'Accordo di Programma, firmato da Sala, Maroni e FS, ritenendo di aver dato ampia possibilità di partecipazione pubblica al processo deliberativo.
 Così non è, si ratifica in realtà una operazione definita da FS/Sistemi Urbani.
 Non va tutto bene Madama la Marchesa: l'utilizzo dell'art.28 del regolamento dello Statuto Comunale per la Partecipazione Popolare che abbiamo messo in campo come Lombardia Sostenibile non prevede solo l'indizione di una Udienza Pubblica sul tema ma, qui la parte di sostanza, la presentazione e la discussione di una Istanza Pubblica sul tema. 
Qui risiede la parte propositiva che contiene gli indirizzi strategici di governo di una operazione che interessa la città, la sua dimensione metropolitana e il paese, non solo per i risvolti urbanistici bensì per la funzione e la natura di una società interamente partecipata dal Tesoro, quale è FS, e il suo rispondere o meno al pubblico interesse.
 Per questo molti comuni della Città Metropolitana hanno approvato mozioni che chiedevano una partecipazione informata al processo deliberativo, per questo abbiamo preparato una Istanza Pubblica molto dettagliata con indicazioni precise tanto sul respiro economico europeo di tutta l'operazione, a cominciare dal rispetto delle regole dell'Antitrust, quanto sulle proposte per l'esercizio effettivo della democrazia deliberante attraverso la partecipazione informata al processo deliberativo.
 Stiamo comunque sul pezzo, insieme al gruppo consiliare Milano in Comune abbiamo organizzato per mercoledì 12, alle 20,30 in Sala Alessi, dopo la prima seduta del Consiglio Comunale, un incontro metropolitano aperto a tutti per illustrare in modo articolato i 12 punti della Istanza Pubblica. Li spediremo prima a tutti i consiglieri e alle amministrazioni del Comune di Milano e degli altri 133 che compongono la Città Metropolitana, nonché ai consiglieri regionali e ai parlamentari eletti qui. Se ci sono menti e cuori sensibili che pensano che esercitare un ruolo pubblico di indirizzo sia la condizione per la sostenibilità sociale, ambientale, legale, e ciò non sia equiparabile alla pianificazione sovietica ma alla tradizione del migliore riformismo ambrosiano, avranno argomenti concreti, circostanziati da esempi europei.
Vi aspettiamo.

 

venerdì 23 giugno 2017

Addio Stefano Rodotà

Addio Stefano Rodotà amico mio, maestro e complice giovanissimo e coraggioso. Che il tuo esempio ci guidi sempre. Il mio abbraccio.

Chissene frega degli istituti della partecipazione popolare che intralciano la cessione di un bene pubblico, quali sono gli ex scali FS

Ma sí, c'è una richiesta di Udienza Pubblica, ma anche chissene frega degli istituti della partecipazione popolare che intralciano la cessione di un bene pubblico, quali sono gli ex scali ferroviari, ad una partecipata, FS, che con lo sbarco in Borsa diventa privata a tutti gli effetti. FS che vuole acquistare ANAS, FS che è gia entrata in M5 e magari prende ATM: non dite che non siete abituati ai bei carrozzoni italiani...Ma quale antitrust europea? Che mó, Bruxelles e la sua burocrazia regolatrice ci hanno rotto! Milano era la città con l'opinione pubblica più avvertita d'Italia? Diamo in pasto alla plebe milanese discussioni su quanto verde mettere negli ex scali: le volumetrie si svilupperanno in altezza. Di più: volete partecipare? Bene, facciamo esprimere la plebe con un referendum sulla riapertura dei Navigli, direte 'che bisogno c'è dato che si era già espressa a favore?' Vabbé uno in più non fa male, meglio abbondare quam...una bella distrazione di massa e della destinazione degli scali non se ne parla più. Il Consiglio Metropolitano stava discutendo l'ODG sulla partecipazione informata al processo deliberativo attraverso piattaforme digitali e coinvolgendo i 133 comuni? Beh, il PD ha giusto chiesto la sospensione per discutere meglio sulla disponibilità pubblica delle aree degli scali e ora che ne parliamo ancora? Molti consigli comunali della Città Metropolitana hanno votato alla unanimità la richiesta di essere coinvolti nella scelta della destinazione le cui conseguenze li riguardano? Ecché adesso vuole contare anche il contado? Mamifacciailpiacere! E poi dice che Totò non è stato un intellettuale di riferimento...altroché Gramsci e Gobetti, Pasolini e Langer.

giovedì 22 giugno 2017

Ex scali FS: il sindaco Sala ha firmato con quale mandato?

Ex scali FS: il sindaco Sala ha firmato senza alcun mandato consiliare.  Probabilmente è certo di ottenerlo ex post.  La forma in democrazia è sostanza il resto sono mitigazioni e chiacchiere.  Lo stesso Accordo di Programma è uno strumento che trova legittimità in condizioni di urgenza.  Quali? Lo sbarco in Borsa di FS? Vedremo se le nostre azioni giudiziarie troveranno riscontro in sede europea e nazionale.Ex

mercoledì 14 giugno 2017

Società della Conoscenza? maddeché!?

La Scuola ha docenti la cui funzione docente  è meno considerata della condizione, se possibile... di maggioranza in maggioranza, da Berlinguer alla Buona Scuola sic! di sanatoria in sanatoria si porta la condizione docente a corrispondere alla sotto considerazione.  Così non abbiamo più la relazione bidirezionale docente/discente ma quella tra utente ed erogatore di servizio e qui il tempo, la quantità, misurabile  e contrattabile, diventa centrale.  Alla faccia della società della conoscenza della quale/nella quale gli insegnanti dovrebbero essere delle guide, dei facilitatori motivati e preparati, per i cittadini dello spazio pubblico esteso della/nella disintermediazione digitale.

venerdì 9 giugno 2017

Vogliamo capire, vogliamo partecipare. Il nostro futuro ci riguarda

È comprensibile che molti giudichino una velleità la richiesta di Audizione Pubblica in Consiglio Comunale con all'ordine del giorno il recupero degli ex scali FS. È più fastidiosa la considerazione di compatimento perché riflette la resa dell'esercizio di qualsivoglia soggettività e l'uso di eventuali talenti relazionali per cercare di legarsi alla cordata vincente e dispensatrice di risorse varie. Poco importa se questo gioco avviene sulla pelle di una città capace di esprimere una opinione pubblica avvertita, partecipe della costruzione del proprio destino in coincidenza con la definizione di identità, ruolo e funzione di Milano. Ce ne faremo una ragione, intanto insieme a persone con percorsi e generazioni differenti abbiamo dato vita ad una associazione, "Lombardia Sostenibile", per utilizzare l'articolo 28 del Regolamento per la Partecipazione Popolare dello Statuto Comunale e convocare il Consiglio con un ordine del giorno deciso dalle firme di 1000 cittadini e accompagnato da una Istanza propositiva. Stiamo parlando della necessità di salvaguardare la natura pubblica di aree strategiche perché collegate dai binari e possibili nodi di connessione, riequilibrio e armonia con la cintura metropolitana. Stiamo parlando della volontà di avere percorsi di partecipazione informata a un processo deliberativo che definirà la natura e la funzione di un'area più ampia della stessa Città Metropolitana. In un contesto che considera Milano un supporto inerte per eventi ciò che abbiamo promosso è ambizioso non velleitario e ci auguriamo che costituisca un buon esempio per chi vuol abitare la città e non solo risiedervi. Stiamo raccogliendo le firme necessarie per l'Audizione Pubblica dentro le reti relazionali della nostra città atomizzata e sabato 10 giugno dalle 16,00 alle 20,00 con una tavolata pubblica a Porta Genova, uno degli ex scali FS, chiamiamo la cittadinanza attiva a firmare in piazza. Ciò che proponiamo .non risponde a nessuna definizione identitaria o alcuna riduzione simbolica: è solo una opportunità laicamente democratica per prendere la parola pubblica, per essere protagonisti del presente e per questo capaci di futuro, per noi e per i nostri figli. Contiamo sull'aiuto di tanti ambiziosi di Milano Città Metropolitana per firmare e per raccogliere le firme. Chi vuole dare una mano può scriverci a 
info@lombardiasostenibile.eu


martedì 30 maggio 2017

Governo distratto Paese che sbatte...

Il lavoro occasionale può essere tutelato senza coprire il lavoro nero, come gli articoli 80 e 81 della Carta dei Diritti della CGIL, che trovate online, spiegano con chiarezza ed efficacia.  Oggi questa proposta di legge sostenuta da milioni di firme è stata incardinata alla Camera.  Il Governo forse non se  ne è accorto...

domenica 21 maggio 2017

Prima parte della Costituzone

condividocon tutti:
sono lieto di invitarti alla quarta conferenza sul tema dignità del lavoro e attualità della Costituzione, che terremo lunedì 22 maggio dalle ore 17.30 alle ore 19.30 presso la sala Buozzi della CdLM di Milano, in Corso di Porta Vittoria, 43. La conferenza sarà tenuta da Giuseppe Corasaniti, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.
Il sottotitolo della conferenza è Le tutele del Lavoro dalla Costituzione alla carta dei Diritti Universali. L’incontro con un Magistrato sarà l’occasione per esaminare l’evoluzione legislativa dei diritti del lavoro e il percorso di attuazione delle norme Costituzionali sul lavoro.
Una utile occasione di crescita dei nostri delegati e per inquadrare il nostro impegno quotidiano in un percorso secolare di emancipazione del lavoro.

Allego la locandina dell’iniziativa.

Natale Cremonesi – Segretario Generale FP CGIL Milano

martedì 16 maggio 2017

Gli scali FS non riguardano solo l'urbanistica ma l'esistenza o meno della politica pubblica

Certamente la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi rappresenta il più importante intervento urbanistico per la città di Milano dal secondo dopoguerra. Sommata a quella dell'area Expo costituirà uno dei principali investimenti sia del processo amministrativo, sia legislativo che di natura finanziaria dei diversi livelli istituzionali italiani. C'è qualcosa di più cogente per la politica pubblica del nostro Paese che sta prendendo forma lungo il dispiegarsi delle procedure programmatiche e progettuali: si tratta della riduzione ad un ruolo notarile con un compito di ratifica e presa d'atto di decisioni prese altrove, cui vengono ridotte le assemblee elettive. L'esposizione dei plastici degli studi d'architetto organizzata allo scalo di Porta Genova da FS e Comune di Milano non è solo marketing per precostituire la ratifica consigliare non riuscita a Pisapia di dare a FS la disponibilità delle aree degli ex Scali Ferroviari come asset, è il packaging design di questa abdicazione politica. Tutto ciò mentre sia la possibile acquisizione ANAS da parte di FS, con ANAS che ha siglato un protocollo con Maroni per il controllo delle strade provinciali lombarde, sia il bando internazionale  per l'area EXPO, chiamano in causa le norme antitrust europee. L’importanza strategica delle decisioni che verranno prese su queste aree per l’identità di Milano e la qualità di vita dei suoi abitanti richiede un’apertura non solo formale del dibattito e la partecipazione attiva dei cittadini. Gli importanti contributi di grandi studi di architettura non devono essere lo schermo dietro il quale si svolgono trattative che di fatto non consentono una reale partecipazioni dei cittadini alle decisioni.
Lombardia Sostenibile, utilizzando l'art.28 dello Statuto Comunale, lancia una raccolta di firme per la richiesta di Udienza Pubblica sugli scali ex FS e un’Istanza di Riqualificazione Partecipata. L'essenza della nostra iniziativa istituzione è racchiusa in alcune considerazioni/proposte. La riqualificazione degli scali ferroviari non è solo un grande progetto di pianificazione urbanistica o un’operazione di valorizzazione immobiliare, ma innanzitutto lo strumento innovativo e potente di una strategia di sviluppo economico e sociale futuro e di risposta ai nuovi bisogni dei cittadini per la città di Milano e la regione Lombardia.Gli investimenti negli scali ferroviari sono l'opportunità per sviluppare la partecipazione democratica dei cittadini alle decisioni collettive nella città e della regione e contrastare la tendenza alla concentrazione del potere di decisione in istituzioni e grandi imprese a livello nazionale e internazionale fuori dal controllo della comunità locale. Il disegno e la realizzazione del programma di investimento e dei singoli progetti richiedono una governance multi-livello moderna delle relazioni tra i cittadini e le istituzioni locali da un lato e le istituzioni regionali e lo Stato Nazionale e l’Unione Europea, dall’altro.Gli investimenti negli scali ferroviari devono generare un beneficio sociale netto positivo misurato tramite il metodo dell’Analisi Costi Benefici e non solo l’equilibrio di bilancio per le imprese private interessate.La rendita fondiaria creata dalla trasformazione urbanistica delle aree degli scali ferroviari non deve essere sfruttata per trasferire capitali finanziari al di fuori dell’area milanese, da distribuire tramite maggiori dividendi o un aumento del valore delle azioni agli azionisti delle Ferrovie dello Stato Spa. La proprietà delle aree e la loro valorizzazione deve essere affidata ad un ente di natura pubblica come una “Fondazione” analoga a una “società pubblica locale di pianificazione urbana” (Société Publique Locale d’Aménagement - SPLA), che abbia natura pubblica (o dia priorità all’interesse generale rispetto agli interessi finanziari) e deve intervenire solo a beneficio dei suoi azionisti pubblici e sul territorio di tali istituzioni partecipanti. Tale Fondazione dovrà avere la proprietà congiunta di tutte le aree degli scali ferroviari e svolgere le funzioni di pianificazione urbanistica e di valorizzazione immobiliare per conto delle istituzioni partecipanti.
La raccolta firme per la richiesta di Udienza Pubblica sarà lanciata nell’incontro pubblico “Per una Lombardia sostenibile” in programma sabato 20 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano.
In quella occasione saranno presentati i gruppi di lavori per definire proposte di leggi regionali di iniziativa popolare su: Parchi regionali, Corridoi Ecologici e filiera agrolimentare; libertà di cura e medicine complementari; abitare sostenibile; mobilità dolce e trasporto pubblico combinato; operatore civico e reddito di inclusione. In programma anche una tavola rotonda su “una strategia economica per una Regione sostenibile e solidale”, con relazioni di Marco Vitale, economista d’impresa, Riccardo Cappelin, docente di economia Università “Tor Vergata” di Roma, Stefano Bocchi, docente di Agraria, Università degli Studi di Milano, Fausto Cappelli, professore di Diritto Comunitario e internazionale.
Lombardia Sostenibile è una libera associazione di cittadini, che parte dalle esperienze di amministratori e di cittadinanza attiva per costituire una rete associativa in grado di costruire una Lombardia sostenibile in un’Europa plurale e solidale. Uno stimolo alla partecipazione alla vita pubblica con tutti gli strumenti che la Carta Costituzionale, l’Ordinamento Europeo e gli Statuti Locali mettono a disposizione.
La Richiesta di Audizione Pubblica e la presentazione di una Istanza sono una opportunità aperta per tutti coloro che non vogliono essere spettatori ma protagonisti del presente per essere capaci di futuro. Per chi pensa che partecipazione, sostenibilità, solidarietà, diritti e bellezza producano valore e piacere.
Per chi vive da prima e dopo il 4 dicembre esperienze e pratiche di Cittadinanza Attiva  e le vuole vedere nella politica pubblica in una Europa soggetto politico federale con un Governo eletto dai cittadini.
Ecco, per tutte le persone come noi vogliamo essere questa è una occasione di confronto e di produzione di iniziative legislative e di partecipazione popolare al processo deliberativo.
Una occasione per dare corpo alla Democrazia per chi vuole dare una mano info@lombardiasostenibile.eu

mercoledì 10 maggio 2017

Lombardia Sostenibile



" Le nostre città e la Terra nelle quali viviamo sono attraversate da alterazioni climatiche, migrazioni impressionanti e enormi flussi finanziari che assoggettano le economie locali: i nodi di un modello di sviluppo irresponsabile che vengono al pettine. La politica pubblica è occupata da personaggi che vanno in scena come fossero uno spot televisivo, un talent show. Noi non ci rassegniamo ad essere spettatori ma vogliamo essere protagonisti del presente e capaci di futuro. Noi partiamo dalle nostre esperienze municipali e di Cittadinanza Attiva perché questa rete associativa sarà capace di costruire una Lombardia Sostenibile in una Europa Plurale, Sostenibile e Solidale. Vogliamo essere cittadini informati che, insieme, partecipano alla vita pubblica con tutti gli strumenti che la Carta Costituzionale, dell'Ordinamento Europeo e gli Statuti locali mettono a disposizione. 
Il futuro è adesso e ci occorrono il sapere, la sapienza e l'emozione di ciascuno."

domenica 30 aprile 2017

Italia nodi della sfida politica

Certo per Prodi erano primarie di coalizione per scegliere il candidato Premier, ma lo statuto del PD non prevede che il segretario sia anche il candidato Premier? Ciò indipendentemente da qualsivoglia coalizione. Questo è un problema non risolvibile attraverso ingegneria elettorale sorretta da modifiche costituzionali, questo è ciò che hanno detto gli italiani il 4 dicembre scorso. Si tratta quindi di una questione da calare in un contesto concreto. Ebbene, io non credo che la soluzione stia nel partito della nazione frutto di una Grande Coalizione con B. perché la politica non è un regolamento di conti personale con i fuoriusciti. I 15 click che sono bastati ad indicare e poi eleggere un senatore sono uno dei prodotto della consociazione che già aveva prodotto B. pensare che siano una causa dei problemi da affrontare sarebbe un terribile strabismo politico. Di più: quei click, e tutti gli altri che controlla la Casaleggio, non colmano per nulla la percentuale di assenteismo elettorale la quale costituisce un indicatore ineludibile di una crisi di legittimità della democrazia. Crisi che non si risolve, e dopo il 4 dicembre non si può risolvere, con processi di riduzione della democrazia nel nome della semplificazione. Io credo che a fronte di una deriva finanziaria dei processi economici occorra un di più di democrazia e di condivisione diffusa delle responsabilità a partire dalla Cittadinanza Attiva, dalle Municipalità, per arrivare ad una Europa soggetto politico federale con un governo eletto dai cittadini ed un Parlamento effettivo. Costa fatica ma tant'è. Lo stesso vale per la dignità e i diritti per ogni tipo di lavoro, occasionale e non, tutto ciò non solo è coerente con i saggi valori della Carta ma qualifica la produzione di valore e la rende competitiva nel Villaggio Globale. È così via, la cosa vale per la funzione e la condizione docente nella società della conoscenza o per la sostenibilità ambientale come responsabilità verso i nostri figli e come qualificazione competitiva dei processi e dei prodotti. Il PD pensa di esaurire in sè queste impostazioni, magari con vaucher, Sblocca Italia e trivelle, più la Buona Scuola? C'è uno sforzo di analisi e di ascolto da fare che non è sostituibile con alcuna soluzione personalistico plebiscitaria, ancorché legittimata da Orlando ed Emiliano. Non ho assistito al al una riflessione rigorosa sul 4 dicembre da parte del segretario e del gruppo dirigente, ad ogni,livello. Eppure ha votato quasi il 15%  in più della percentuale usuale, click 5stelle compresi. Il nodo politico del voto del 4 Dicembre non risiede nella sua articolazione, contraddittoria quanto quella del SÌ, ma della inequivocabile dimensione del NO alla combinazione tra modifiche della Costituzone e legge elettorale che avrebbe precostituito una maggioranza indipendentemente dalla politica.  La democrazia richiede estensione della rappresentanza e regolazione del conflitto, la libertà richiede partecipazione informata al processo deliberativo.

mercoledì 26 aprile 2017

Con gli indigeni dell'Amazzonia

Ancora una volta gli indigeni dell'Amazzonia sono stati caricati dalla polizia brasiliana, ancora una volta per la loro difesa della grande foresta che regge il cielo per tutti noi. Non dobbiamo dimenticarlo. Così non dimentichiamo Chico Mendes: era un raccoglitore di cucciù, un seringueiro, Segretario generale del Sindacato dei lavoratori rurali e promotore della nascita del sindacato Xapuri, impegnato nella lotta contro il disboscamento della foresta amazzonica. Per questo assassinato. A pochi mesi dal suo assassinio, dicembre 1988, ricordammo Chico Mendes piantando un albero di tiglio in Piazza Fontana a Milano. Questo ricordo posto alla base dell'albero è stato scritto da Anna Maria Testa.
"Questo albero vive per ricordare Chico Mendes e dei popoli del Rio delle Amazzoni che ha difeso e difendono la Grande Foresta e che la nostra piccola Terra. - Comune di Milano - 18/03/1989 ".

venerdì 21 aprile 2017

Il significato della cittadinanza nei giorni nostri

Euregio-Atelier / Multiple identities in a "glocal world" / Schloss Tirol - Castel Tirolo / 21.-22.4.2017 
IL SIGNIFICATO DELLA CITTADINANZA NEI GIORNI NOSTRI
Fiorello Cortiana


Di cosa stiamo parlando?
In un mondo che conoscerà entro la metà del secolo una urbanizzazione della suapopolazione, l'organizzazione equilibrata e sostenibile del rapporto delle infrastrutture, dell'abitare, del tempo, con in territorio è una condizione per la produzione di valore e per la vivibilità. Già oggi il 54% della popolazione mondiale vive nelle città, sarà il 70% a metà del secolo, già oggi i segni della dissipazione energetica e dell'alienazione sociale sono evidenti e rappresentate dalla domanda di sicurezza sulla quale specula gran parte dell'offerta politica. Di fronte ai nodi di un modello di sviluppo quantitativo illimitato che stanno venendo al pettine, con evidenze climatiche devastanti, migrazioni imponenti, e la scarsità dei combustibili fossili all'orizzonte, è necessario contestualizzare nella materialità dei processi e dei cicli del vivente la matrice reticolare della condivisione e della partecipazione informata ai processi deliberativi. 
L'Europa e la soggettività necessaria
L'Europa deve uscire da un doppio vincolo che la distrugge. Farage e gli altri leader della Brexit stanno festeggiando la loro vittoria di Pirro, ma la perentorietà della sollecitazione alla formalizzazione dell'uscita rivolta loro da Junker e dagli altri capi di governo europei, più che l'esercizio di autorevolezza, sembra strumentale ad aumentare il loro peso specifico nella plancia di comando del Titanic. Lo scoglio contro il quale l'Europa sta naufragando è costituito da sé stessa come istituzione democratica, che ha preso forma dal dopoguerra ad oggi. La costruzione di un mercato comune con una valuta unica, un welfare e istituti di rappresentanza, negoziazione e cooperazione, con regole condivise, hanno dato vita ad un soggetto multilaterale, interlocutore e approdo per gli Stati assoggettati al blocco sovietico in disfacimento. Dopo secoli questa condizione ha interrotto una competizione continentale fondata su guerre devastanti e la competizione è divenuta anche cooperazione, finanziaria, economica, tecnologica, di ricerca, dentro il mercato globale. È questo processo contraddittorio e inclusivo, senza governo ma con regole comuni interne, ad essere in crisi perché impossibilitato ad esprimere una soggettività politica univoca dentro il contesto internazionale. Unico e imprescindibile. La reazione alla omologazione globalizzata è di carattere neo-tribale e prende le forme del nazionalismo in Europa, come dell'integralismo religioso mussulmano nel mondo. La biforcazione che abbiamo davanti è chiara: continuare a sbattere, spinti dalla bulimia tecnocratica e finanziaria, contro i limiti naturali e sociali o cercare una impossibile regressione nell'equilibrio del terrore degli imperi nucleari e nei nazionalismi delle piccole patrie. È necessario uscire da questo doppio vincolo inadeguato alle sfide che stiamo vivendo. La scala continentale è quella che può operare sul livello globale così come su quello locale. L'Europa è quindi per noi una questione ineludibile e la sua natura costitutiva è la cifra dell'azione politica.
Un nuovo paradigma per un nuovo sguardo
 La necessità di definire e sviluppare i nuovi commons, i beni comuni della società, liberamente accessibili, riuscendo allo stesso tempo a valorizzare intelligenze individuali, investimenti economici e bisogni collettivi, è la nuova frontiera politica. Abitare il pianeta come una mente interconnessa richiede l'essere consapevoli della relazione mente-corpo-natura, per una responsabilità capace di bellezza e di futuro. Abitare le città e abitare la Terra in luogo del mero risiedervi costituisce la condizione per la sostenibilità ambientale e sociale della nostra azione collettiva. Ciò comporta un nuovo sguardo, un nuovo paradigma: una matrice reticolare, dove scorra il flusso informazionale, dalla cellula al bit, per una condivisione della conoscenza. Unamodalità che permette la produzione di valore superando il doppio vincolo che ci costringe al l'illusione regressiva o al fatalismo dell'inerzia irreversibile. Dare vita alle connessioni tra esperienze differenti che condividono un nuovo sguardo è l'atto tanto ambizioso, quanto necessario, per l'espressione della propria soggettività politica.
Uno Spazio Pubblico esteso, un nuovo terreno di confronto

Tutto ciò accade in un nuovo terreno di gioco. Lo sviluppo della Società dell’Informazione richiede di modificare la definizione dei diritti universali: oggi più che ieri la definizione dei beni comuni, del valore della condivisione del sapere sarebbe la leva di un nuovo rinascimento, in un periodo in cui la guerra sembra l’unica risposta praticata al declino del modello di sviluppo. Mai come oggi la crisi mostra limiti e opportunità di un diverso modello, che necessita la definizione di un diritto internazionale che garantisca la condivisione cooperativa della conoscenza. La centralità del WEB, di Internet, come estensione dello Spazio Pubblico di informazione, confronto ed elaborazione nel processo di costituzione dell'opinione pubblica è ormai un fatto costitutivo del vivere sociale. 
La sovranità come responsabilità condivisa
“La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ecco, quando parliamo di “sovranità” fermiamoci al primo articolo della Costituzione Italiana, non lasciamo che se ne impossessino i reazionari italioti o padani per piegarla a loro uso e consumo. Siamo di fronte ad un deficit di democrazia, da non confondere con il democraticismo referendario attraverso il quale gli speculatori reazionari capitalizzano le paure, le incertezze, il distacco e la mancanza di relazioni, dei cittadini europei con le istituzioni e con le procedure, i modi, i luoghi, nei quali si forma la politica che le governa. Non si tratta soltanto di dare la parola al popolo si tratta di condividere responsabilità: da un lato attraverso percorsi di partecipazione informata al processo deliberativo, dall'altro con l'esercizio della Cittadinanza Attiva con la disponibilità diretta di quote effettive di risorse istituzionali, normative, economiche, logistiche. Come fa notare Stefano Rodotà. “Non può esservi una e-democracy che non sia fondata su una e-inclusion. Considerate dal punto di vista del cittadino, le tecnologie elettroniche propongono una diversa misura del mondo. Ma non perché propongano rotture e discontinuità radicali. Si manifestano, invece, soprattutto attraverso l'integrazione tra diversi mezzi e tra diverse dimensioni dell'agire sociale e politico.”. Tutto ciòchiama in causa una piena declinazione della Privacy, che nella pervasività digitale significa garanzie e controllo per l'autodeterminazione del proprio profilo, della propria identità. 
Nuovi attori e nuovi conflitti
Una piena cittadinanza digitale significa realizzare un quadro di sviluppo sociale che preveda una partecipazione sempre maggiore dei cittadini, come attori di questo percorso evolutivo, e a questo scopo puntare a migliorare ed innovare i processi e i prodotti/servizi pubblici. La partecipazione informata ai processi deliberativi apre possibili nuovi protagonismi, nuovi conflitti, nuovi competitori per la rappresentanza: una democrazia repubblicana non può vivere questo processo come una minaccia Barbara. Una minaccia barbara: nota Massimo Cacciari "Barbaro non è solo il nostro nemico, ma il nemico del genere umano. Rude, feroce come una fiera intrattabile, impossibile da "addomesticare"- con lui l'unica pace consiste nel distruggerlo." e ancora "Il rapporto col barbaro è quello amico-nemico allo stato puro, in qualche modo addirittura pre-politico.". È vero addirittura "pre-politico", lo stesso Carl Schmitt, nella "Tirannia dei valori", ritiene che "l'essenza del politico non è l'inimicizia pura e semplice, bensì la distinzione tra amico e nemico, e presuppone tanto l'amico quanto il nemico". È proprio il rapporto amico/nemico e il conflitto che esso genera che permette e determina un ordine proprio perché la politica decide di includerlo al proprio interno. Solo se i contendenti si riconoscono l'un l'altro come "hostes aequaliter justi" è possibile evitare il nichilismo prodotto dall'inimicizia assoluta. Solo così è possibile che il conflitto possa generare innovazione e alternanza dentro un comune campo di regole e di istituzioni definito dalla Carta Costituzionale. Al contrario se questo campo e la Carta che lo regola e lo delimita vengono considerate come cosa propria da/di una delle due parti, in una relazione di alterità assoluta, a rischio di annientamento non è solo una delle due parti bensì la natura della Carta stessa e le istituzioni cui dà corpo e regole.
L'intelligenza connettiva come antidoto al populismo

Populismo e deriva personalistica-plebiscitaria dei "one man party" sono due facce della stessa medaglia dissolutiva. L'ambizione politica per una cittadinanza attiva nella democrazia repubblicana risiede nell'azione di connessione delle intelligenze inquiete e responsabili. Qui, come propone De Kerkove, le piattaforme digitali, aperte e interattive, costituiscono la matrice di una intelligenza connettiva: la democrazia in Atene non nasce dal basso, nasce come sfida e provocazione intellettuale di una élite di aristoi che supera, come un limite, ogni criterio integralista. Una lezione da non dimenticare.
Il criterio di valutazione è l'arete ma il campo è aperto a tutti. L'arete che si può insegnare e apprendere in quanto dote umana. "L'arete. L'esperienza attiva del valore." Per i greci il potere non deriva da una fonte divina, i criteri di attribuzione e il riconoscimento di autorità sono intrinsechi alle forze in gioco.
La condivisione come costruzione di una amicizia pubblica che genera un modello comportamentale che convive con un senso etico ed estetico, che genera contraccambio e produce valore.
Lo spazio pubblico come spazio aperto nel quale sono la qualità e l'autorevolezza a definire il peso di ognuno. Demos, come la comunità politica cui ogni cittadino può partecipare.
Partecipazione e legittimità 
Proprio la rete digitale può essere propedeutica ad una partecipazione di prossimità che a livello locale può ridurre la forbice che nel costante 50% di non partecipazione elettorale riflette una crisi di legittimità democratica non più trascurabile. Una ripresa di una cultura della partecipazione alla vita pubblica a partire dalla dimensione locale non è circoscrivibile ai campanili, bensì alimenta una opinione pubblica avvertita che esprime una domanda esigente alla politica: le condizioni generative per una offerta qualificata. Infatti non è a lungo sostenibile la schizofrenia di due dimensioni parallele: quella digitale, disintermediata e in grado di permettere una partecipazione informata, mentre non si attivano procedure e regole attuative di una, pur delimitata,  effettiva partecipazione al processo deliberativo.               
Partecipazione significa quote certe di sovranità da mettere in gioco
  Un processo efficace di partecipazione informata richiede l'attivazione di diversi piani in costante comunicazione tra loro, occorre reperire le risorse sufficienti, definire i tempi adeguati, predisporre gli strumenti idonei per informare e coinvolgere anche i soggetti che non hanno la preparazione per leggere e interpretare gli atti amministrativi e gli usuali elaborati di progetto. Così allestire una piattaforma digitale interattiva, informativa e selettiva sulle proposte "crowd", contenente il quadro normativo di riferimento, gli atti amministrativi e le proposte attinenti le aree soggette a trasformazione, con mappe georeferenziate e modalità di presentazione e raccolta delle osservazioni attraverso un sistema per simulare e verificare gli effetti delle trasformazioni proposte. Tutto ciò utilizzando modalità che consentano la più ampia comprensione della questione da parte di tutti soggetti interessati, con una chiara definizione delle prerogative di ognuno dei partecipanti. Oltre alla opportunità percettiva sarà possibile intervenire su una determinata realtà attraverso simulazioni con la verifica delle conseguenze in termini di occupazione, traffico, emissioni ecc. utile promuovere un’attività di ascolto e accompagnamento, organizzando incontri e dibattiti, oltre a utilizzare le apposite piattaforme, mettendo a confronto interessi, aspirazioni e visioni. Modelli collaborativi basati sulla partecipazione informata e la condivisione delle conoscenze costituiscono la concretizzazione di questo presupposto.Cardini dell’Open Government sono tutte le tecnologie abilitanti di tipo Open, come l’Open Source Software, gli Open Format, gli Open Data, gli Open Services su infrastrutture Open Cloud. E’ particolarmente importante realizzare iniziative di partecipazione dei cittadini/associazioni nella formulazione di temi strategici e per suggerire nuovi servizi e nuove tematiche. Così sviluppare una piattaforma fondata su un ambiente collaborativo ed una rete sociale, usufruendo, dove possibile, delle soluzioni già presenti sul mercato capace di interpretare e condividere la conoscenza in rete; promuovere iniziative e soggetti: professionisti, società, enti; essere luogo aperto per l’aggregazione e l’erogazione di prodotti e servizi: dalle informazioni, documenti, benchmark misure alle soluzioni , iniziative di consulenza , formazione; favorire la formazione di gruppi di lavoro e comunità di pratica. Una piattaforma partecipativa offre la possibilità di: beneficiare di una comunità in rete in cui condividere relazioni, fonti e archivi di conoscenza, informazioni aggiornate, strumenti ecc.; favorire la circolazione e l’esplorazione di nuove idee e creare un dibattito aperto su problematiche correnti. E’ importante far emergere e raccogliere in modo strutturato le buone pratiche già presenti per avviare processi virtuosi di diffusione delle stesse. Il Censimento delle buone pratiche è importante non solo per una buona gestione delle risorse pubbliche, ma anche per non essere autoreferenziali. Se Green Economy significa mettere in relazione la dimensione economica e sociale con la sostenibilità dentro ai cicli dell’aria, dell’acqua, dell’energia, propri degli ecosistemi e delle loro articolazioni, ci vogliono politiche pubbliche coerenti sul piano della pianificazione territoriale, su quello normativo e dei controlli. La trasparenza non è solo una delle condizioni che contribuiscono alla produzione della legalità, essa contribuisce principalmente alla definizione di processi capaci di efficacia e di efficienza con minori costi e migliori prestazioni della Pubblica Amministrazione. 
La partecipazione è condivisione
Modelli collaborativi basati sulla partecipazione informata e la condivisione delle conoscenze costituiscono la concretizzazione di questo presupposto. Non si tratta di togliere la parola ai cittadini nel nome della lotta al populismo, occorre condividere il processo democratico attraverso modalità articolate. Ad esempio, l’Europa ha introdotto laEuropean Citizens’ Initiative che permette alle proposte sostenute da 1 milione di cittadini europei di essere discusse e vagliate da Commissione e Parlamento, ma lo sanno i cittadini europei? Proprio la rete digitale interattiva costituisce un buon esempio della relazione tra locale e globale, non per omogeneizzare la propria cultura ma per scegliersi selettivamente i propri percorsi lungo tutte le nicchie della coda lunga. 
Una nuova relazione, una nuova alleanza tra la sfera biologica e quella antropologica del vivente
Ci vuole una nuova relazione con l'ambiente naturale tanto da parte dei cittadini/consumatori quanto da parte dei ricercatori e dei decisori pubblici, il Principio di Precauzione serve a questo: nessuna censura, nessun oscurantismo, ma la responsabilità e la cautela per capire le conseguenze delle nostre azioni nello spazio e nel tempo degli ecosistemi. La Terra ci è data in prestito dai nostri figli e abbiamo il dovere di non pregiudicarla con azioni che non ci consentono di tornare sui nostri passi. Oggi più che mai si pone il problema di una sintesi tra le domande e i bisogni di chi vuole condividere le produzioni immateriali con le aspettative di chi garantisce la biodiversità come pubblico attraverso la varietà delle produzioni naturali e agroalimentari.
La definizione di un sapere libero e accessibile, in campo scientifico, nel sistema delle comunicazioni, nell’universo culturale, consentirebbe la definizione di un nuovo terreno di gioco e di una nuova funzione dello sviluppo, capace di aprire le porte del fortino occidentale e di riaprire un canale di comunicazione scientifico e non solo nelle relazioni tra cultura occidentale e culture emergenti, in alternativa la modello del conflitto religioso e della guerra preventiva permanente.
Non abbiamo risposte precostituite; questi spunti richiedono un impegno collettivo che permetta di far incontrare chi oggi si batte contro la brevettazione del software con chi sviluppa cultura liberamente distribuibile, chi è impegnato nella difesa degli usi civici naturali con chi tenta la strada di una ricerca libera e condivisa, chi si batte per riaffermare, nell’era del lavoro intellettuale e precarizzato, il diritto alla libertà creativa e chi costruisce quotidianamente un diverso contenuto della comunicazione di massa. Oggi più che mai è necessario gettare le basi per la costruzione di un blocco sociale consapevole per la qualità, capace di costruire un’altra risposta possibile.
Un proverbio inglese dice "Nel sogno ha inizio la responsabilità".
La politica pubblica deve rispondere agli interessi generali di queste e delle future generazioni, questo è il senso del Patto Civile. Non smettiamo di provarci. 






mercoledì 19 aprile 2017

Identità multiple in un mondo "glocale"

 Io tratterò il tema "Il significato della cittadinanza nei giorni nostri"
http://www.europaregion.info/downloads/Programm-Euregio-Akademie-Programma-Accademia-dell-Euregio-Meran-Schloss-Tirol-2017.pdf

giovedì 6 aprile 2017

Giornalismo di utilità sociale nella comunità dei Navigli

Tra i lavori che accedono alla seconda fase del Premio di giornalismo locale Milanosud c'è anche quello di Alessio che apprezzo per la sua utilità sociale nella comunità dei Navigli.
Spero che lo apprezziate anche voi.
I lettori possono esprimere le loro preferenze mettendo un like.
C’è tempo fino al 1 giugno poi, gli articoli, i video e i servizi fotografici più votati saranno esaminati da una giuria di esperti, che sceglierà i tre migliori.
La premiazione avverrà durante la festa d Milanosud, che si terrà a giugno
Non vi resta quindi che leggere, guardare, votare e condividere :-)


http://www.milanosud.it/premio-di-giornalismo-locale-fase-2/laltro-naviglio/

giovedì 30 marzo 2017

Aspettando la proroga...

Aspettando la proroga oltre-500 dipendenti, lavoratrici e lavoratori, della Citta Metropolitana di Milano ed AFOLMET il 29-marzo...
Oltre 500 dipendenti lavoratrici e lavoratori della Città Metropolitana di Milano ed AFOLMET il 29 marzo hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede dell’Ente.
Il presidio si è subito trasferito dentro l’aula consiliare interrompendo i lavori di una commissione e chiedendo alla Vice Sindaca Metropolitana Arianna Censi di sapere quale sarà la sorte dei lavoratori e dei servizi che vengono erogati ai cittadini.
L’incertezza della situazione economica della Città metropolitana di Milano, condivisa per altro da tutti gli enti di Area vasta, preoccupa fortemente i lavoratori e impedisce una corretta erogazione degli importanti servizi attualmente svolti: dai centri scolastici alla formazione professionale, dalla manutenzione delle strade alla tutela dell’ambiente, dai centri per l’impiego al trasporto pubblico, dall’idroscalo ai servizi per disabili, dalla manutenzione degli edifici scolastici alla progettazione delle nuove opere necessarie per il territorio (strade e scuole), dai servizi di AFOL, con il fondamentale apporto dei lavoratori della Città metropolitana di Milano lì distaccati, al lavoro svolto dai lavoratori che operano su delega regionale (p.es. turismo o polizia metropolitana).
Le lavoratrici ed i lavoratori di questi settori, presenti in massa, hanno chiesto, attraverso le rappresentanze sindacali, certezze per il loro lavoro ed il loro futuro.
La Vice Sindaca ha risposto che l’Amministrazione sta lavorando per avere una proroga del limite per la presentazione del bilancio sino alla fine di aprile, assicurandoci che, se il Governo darà le necessarie risposte, il bilancio sarà fattibile.
Abbiamo risposto pretendendo che, a partire dai lavoratori precari, alcuni dei quali in scadenza tra poche ore, tutti abbiano la certezza della continuità del posto di lavoro e della considerazione della professionalità acquisita.
Esigiamo che il Governo Centrale e la Regione Lombardia facciano la loro parte senza rimpalli di responsabilità e falsi interessamenti.
Se la previsione positiva si avvererà, saremo lì per farla diventare immediatamente una soluzione concreta per tutti e per tutte.
Se così non sarà, richiameremo le lavoratrici ed i lavoratori , che ringraziamo per la straordinaria partecipazione, ad una nuova mobilitazione il 5 aprile, in occasione della prossima riunione del Consiglio Metropolitano, organizzando una permanenza ad oltranza finchè non avremo un risultato positivo, chiedendo che i Sindaci di tutti i Comuni, siano presenti a differenza di questa volta quando, a parte la lodevole presenza del Sindaco di Pessano con Bornago, che ringraziamo , hanno disertato la nostra iniziativa.

mercoledì 22 marzo 2017

Verde e Parchi in Lombardia: un problema da affrontare

VERDE E PARCHI IN LOMBARDIA: UN PROBLEMA DA AFFRONTARE

La possibile attenuazione degli effetti negativi dell’attività umana

La nuova legge regionale lombarda su parchi e aree protette ha l’obiettivo di semplificare la gestione (oggi affidata a 80 enti gestori) e di incentivare l’accorpamento volontario tra parchi esistenti. La legge, che porta il titolo Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio ha come finalità dichiarata dalla maggioranza il consolidamento della conservazione e della valorizzazione del patrimonio naturale e paesaggistico, l’incremento dei modelli di sviluppo sostenibile delle attività antropiche e il completamento della rete ecologica regionale. Semplificazione gestionale e accorpamento dei parchi sono scelte strumentali e da sole non costituiscono la definizione della funzione che il sistema dei parchi regionali deve svolgere oggi dopo l’accordo sul clima COP 21 siglato da 195 paesi sotto l’egida delle Nazioni Unite.
08cortiana11FBQuesto perché Lombardia è uno dei motori d’Europa, tra i territori più antropizzati, con i limiti delle emissioni ampiamente superati ogni anno e con tutte le eredità industriali di inquinamento del territorio maldestramente bonificate per via amministrativa nell’era Formigoni. Sembra più puntuale la consultazione pubblica da parte del Dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio, prevista dalla legge sulla green economy Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali Collegato ambientale 2016.
Alla luce di questo quadro di nuovi indirizzi istituzionali glocal*, il contributo che potrebbero dare i parchi regionali è relativo a due elementi costitutivi delle Green Community: uno riguarda uno strumento organizzativo della pianificazione del territorio, l’altro riguarda la definizione di soggetti/figure che possono svolgere servizi di alto valore qualitativo. Proprio all’interno di una Strategia Nazionale per le Green Community i parchi regionali possono svolgere un ruolo fondamentale a garanzia di solidità, qualità e consapevolezza diffuse e condivise.
I Parchi Regionali sono stati pensati e proposti per svolgere una funzione di salvaguardia dalla pressione antropica legata a un modello di sviluppo quantitativo a carattere industriale e al suo impatto ambientale, nonché con il fine di rigenerare un territorio compromesso proprio da quell’impatto ambientale. Oggi, nella società e nell’economia della conoscenza, devono essere territori multifunzionali della sostenibilità, della qualità, della bellezza: un retroterra ricco di soluzioni che, lungo la filiera agroalimentare e naturalistica, sono in diretta relazione con la qualità dell’abitare dei centri urbani. Non più isole ma territori capaci di esercitare, per le loro prerogative, un ruolo attivo nella produzione di Sistemi Territoriali Qualitativi.
Le chiavi costitutive di questo ruolo sono:
– una organizzazione finalizzata alla definizione, attuazione e verifica di specifici progetti di tutela e valorizzazione sostenibile che ne definiscono la multifunzionalità;
– il Piano Naturalistico, elemento centrale della pianificazione territoriale, fonte primaria della sostenibilità della valorizzazione multifunzionale del loro patrimonio;
– il compito di definire i corridoi ecologici che li connettano con l’urbanizzazione dei comuni;
– la certificazione e il controllo dei prodotti della filiera agroalimentare;
– la certificazione degli agriturismi e dell’articolazione dei servizi di ospitalità delle strutture rurali.
– la possibilità di godere e di attivare servizi di trasporto pubblico combinato treno-bicicletta, bus-bicicletta, bikesharing, vie d’acqua, etc.
La piantumazione delle città, delle cinture periurbane, degli spazi residuali e da bonificare, possono trovare i loro vivai tra i servizi forniti dai parchi regionali. Così la fornitura di prodotti agroalimentari certificati per le mense pubbliche o per la cura del verde. L’introduzione della pianificazione naturalistica come elemento costitutivo dei PGT dei Comuni può trovare nei parchi regionali e nei corridoi ecologici di connessione una relazione di qualificazione importante.
Tra i diversi gli stakeholder [portatori di interesse], pubblici e privati, che concorrono a definire il senso e l’esito delle politiche pubbliche relative ai parchi regionali i fornitori di Servizi Ecosistemici possono avere una funzione particolare sia di generatori della valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale, che di moltiplicatori di consapevolezza e responsabilizzazione.
l tema dei Servizi Ecosistemici (SE) e dei Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PSE), interno alle disposizioni contenute nel Collegato Ambientale, gode di un crescente interesse e di studi ed elaborazioni specifiche, come quelle che Fondazione Cariplo sta sviluppando con il contributo di studiosi ed accademici. Occorre ora una sua traduzione in atti che ne contentano il riconoscimento e lo stimolo operativo, nonché la verifica di efficacia per una messa a punto evolutiva dello strumento accompagnata da una rendicontazione chiara che permetta un’analisi pubblica del rapporto costi/benefici come saldo ambientale, con la sua valorizzazione economica.
In relazione agli aspetti di valorizzazione economica è necessario definire un piano finanziario non estemporaneo, capace di utilizzare fonti istituzionali multilevel e fonti private, composto da contributi, gettiti, sgravi e remunerazioni conseguenti a verifiche puntuali del Piano dei Servizi concordato. A tal fine è necessario individuare le funzioni e la tipologia dei soggetti fornitori dei servizi, quali caratteristiche comuni devono avere all’interno di una visione ecosistemica e in relazione con gli strumenti di pianificazione in atto, quale informazione e formazione si rendono necessarie e a chi viene affidato il compito di garantirle.
Oltre al riconoscimento puntuale, occorrono strumenti incentivanti per le amministrazioni locali dei territori interessati. Affinché si crei un circolo virtuoso di stimolo, informazione, formazione e azione è necessario favorire la creazione di reti tra imprese in chiave pubblico/privato che si diffonda come una pratica coerente. Proprio la parte pubblica dovrebbe svolgere la funzione di connessione e messa in rete, con la rendicontazione pubblica delle scelte normative e dei relativi capitoli nei bilanci.
È necessario pensare a momenti locali di confronto che coinvolgano tutti gli stakeholderinteressati e a un osservatorio centrale per raccogliere e condividere la conoscenza delle esperienze virtuose, con i relativi fattori di successo (sia sul piano organizzativo-procedurale sia su quello delle competenze dei fornitori dei servizi), e delle criticità.
Occorre riconoscere il ruolo e la funzione cruciale soggetti fornitori dei SE laddove residenti in zone rurali (come in gran parte sono), che non godono della vicinanza a centri urbani con i relativi servizi e le relative opportunità. Ci sarà una Lombardia regione sostenibile d’Europa se si favorirà la formazione di un tessuto di imprese, amministrazioni, professionalità, cittadinanza attiva, interessati professionalmente e socialmente all’innovazione di qualità, alla bellezza e alla partecipazione informata al processo deliberativo.

Fiorello Cortiana
*di atteggiamento, politica, visione, che si concentra contemporaneamente sulla dimensione globale o planetaria e su quella locale (Vocabolario Treccani).

lunedì 20 marzo 2017

Non posso scriverlo sui muri di Locri e lo scrivo qui

Non posso scriverlo sui muri di Locri e lo posto qui. Io sto con don Ciotti, con i magistrati, le forze dell'ordine e con tutti coloro che costruiscono percorsi/procedure/progetti liberi dalla corruzione e dalle mafie.

martedì 7 marzo 2017

Rignano, agrimafie, sindacato e referendum sui voucher. Mi sono informato e parlo.

Mi sono informato e dico che la voce del sindacato si è sentita, non solo sull'incendio di Rignano ma con una azione di inchiesta, di denuncia e di proposta che dura da anni. Qui sotto trovate tutte le informazioni a riguardo. In attesa della convocazione dei referendum per liberare il lavoro, che il Governo si rifiuta di fare, occorre precisare che i voucher molto/troppo spesso sono la foglia di fico legale per coprire il lavoro nero: ti pago un voucher e lavori 7,8,11 ore. Vorrei però essere chiaro: un conto è denunciare il sindacato per collateralismo, cosa avvenuta molte volte da parte di qualche sindacato, vedi proprio sui voucher. E' altresì giusto denunciare personalismi e uso della funzione sindacale per fare carriera o per non lavorare. Cosa diversa è pensare che la rappresentanza organizzata dei lavoratori costituisce una zavorra per la decisione in politica pubblica. Cosa che sottende che i diritti dei lavoratori e la loro dignità professionale costituiscono un freno alla competitività. CGIL con la Carta dei Diritti e con i Referendum riconosce l'articolazione del mercato del lavoro, dal tempo indeterminato-al lavoro occasionale-alla partita IVA e con i Referendum lo vuole trasparente e dignitoso.
CGIL: DISTRUTTO IL 90% DELLA BARACCHE - Sono andate distrutte «quasi il 90%" delle baracche nell’incendio che ha investito il ghetto di Rignano Garganico (Foggia) dove vivono in condizioni di vita precaria centinaia di migranti impegnati nel lavoro nei campi e soprattutto nella raccolta di pomodori. Lo dice  la referente immigrazione della Flai Cgil, Magdalena Jarczac, da questa mattina sul luogo dell’incendio che anche la Regione Puglia non esclude possa essere doloso. «Quando siamo arrivati - riferisce Jarczac - girava voce tra i migranti che l’incendio fosse stato addirittura appiccato dalle istituzioni che volevano cacciarli via». Per Jarczac si tratta di «una strumentalizzazione di chi dal ghetto ci specula: i caporali, chi gestisce il giro di prostituzione che fa paura e che è animato anche da clienti italiani, chi spaccia droga, e da che gestisce una specie di night dove si trova di tutto». Jarczac ricorda poi che nei giorni scorsi, «insieme con alcune associazioni, abbiamo tenuto al ghetto un’assemblea in cui abbiamo comunicato ai migranti che la Regione sta individuando soluzioni abitative migliori». E dunque qualcuno potrebbe aver temuto di perdere il proprio giro d’affari.
E' disponibile il 3° Rapporto su Agromafie e Caporalato http://www.flai.it/osservatoriopr/ilrapporto/
a cura dell'Osservatorio Placido Rizzotto, in memoria del sindacalista ammazzato dalla mafia siciliana nel 1948. Su proposta della Flai Cgil, l’Osservatorio ha il compito di indagare l’intreccio tra la filiera agroalimentare e la criminalità organizzata, con una particolare attenzione al fenomeno del caporalato e dell’infiltrazione delle mafie nella gestione del mercato del lavoro agricolo.



http://www.rassegna.it/articoli/gran-ghetto-di-rignano-due-morti-nellincendio


http://www.flai.it/tende-rosse-news/cimettiamoletende-in-puglia/

venerdì 17 febbraio 2017

SCALI EX FS E CITTÀ METROPOLITANA





                                 COMUNICATO STAMPA
          EX SCALI FERROVIARI, CITTA' DEI COMUNI:
L'IMPEGNO DEVE ESSERE PRESERVARE LA NATURA PUBBLICA DELLE AREE


Milano, 17 febbraio 2017 – In merito alla discussione in corso sulla riqualificazione delle aree dismesse degli scali ferroviari milanesi, come Città dei comuni riteniamo fondamentale il mantenimento della natura pubblica di quelle aree, in modo da evitare una deriva privatistica del loro utilizzo. Allo stesso modo riteniamo che sia necessaria una discussione che permetta in modo veramente partecipato ai cittadini interessati, che non sono solo quelli milanesi, ma quelli di tutta la città metropolitana, di dire la loro sul futuro di quelle aree. Per questa ragione il nostro consigliere metropolitano Alessandro Braga ha presentato una mozione in consiglio metropolitano, i consiglieri e i sindaci che hanno dato vita a La Città dei Comuni faranno altrettanto nei loro consigli e invitiamo tutti i consiglieri comunali dei comuni della città metropolitana a fare lo stesso nei loro.
Gruppo Consiliare Metropolitano 
LA CITTÀ DEI COMUNI
MOZIONE
SCALI EX FERROVIARI DELLA CITTÀ DI MILANO
IL CONSIGLIO METROPOLITANO DI MILANO
Considera il recupero urbano della cintura ferroviaria e degli scali milanesi l’occasione più importante di riorganizzazione urbanistica del Comune di Milano, dei suoi nove Municipi e di 134 Comuni con effetti significativi nella fase di costituzione della Città metropolitana milanese e delle sue zone omogenee. 
Prende atto che la natura delle funzioni che verranno allocate su quelle aree, servite dalla rete ferroviaria, e le scelte di organizzazione urbana relative, interesseranno un'area ben più vasta di quella del perimetro della Città Metropolitana stessa. 
Consapevole che ciò comporta una grande complessità nella gestione amministrativa delle trasformazioni urbane e territoriali, tenuto conto della contestuale risignificazione dell'area che ha ospitato EXPO 2015. 
Consapevole che la funzione, il ruolo e l'identità della Città Metropolitana di Milano verranno fortemente caratterizzate dalla qualità di questo processo di trasformazione.
Consapevole che sono una facoltà e una responsabilità della politica pubblica e di tutte le sue istituzioni creare le condizioni di pianificazione e di indirizzo affinché un Sistema Territoriale Qualitativo sia l'esito di questo processo di trasformazione. Ciò significa qualità ambientale, qualità sociale, qualità delle infrastrutture, qualità dei servizi.
 

Apprezzato il valore strategico del processo di trasformazione territoriale in atto e la Deliberazione del Consiglio Comunale di Milano n. 44 del 14/11/2016, con riferimento ai punti M e N del Dispositivo, ritiene di promuovere una ampia partecipazione informata al processo deliberativo che interessa le Autonomie Locali preposte.
Ritiene che l’attivazione di un processo di partecipazione, con il contributo dei soggetti coinvolti e con la partecipazione dei cittadini, consentirà di assumere decisioni finali capaci di armonizzare i diversi interessi e di valorizzare l'intelligenza accademica, imprenditoriale e sociale diffusa.

Un processo efficace di partecipazione informata richiede l'attivazione di diversi piani in costante comunicazione tra loro. 




IMPEGNA IL SINDACO METROPOLITANO

  • a preservare la natura pubblica delle aree degli scali FS interessati dalla dismissione,  perché è la sola che permette alla comunità metropolitana di indirizzarne funzioni, uso e assetto urbanistico. Proprio la natura strategica per il futuro dell'identità, della funzione e del ruolo di Milano Città Metropolitana di queste aree e di quelle EXPO, le rende un Bene Comune da non compromettere con atti, scelte e azioni che le assegnassero alla sola disponibilità privata.
  • ad avvalersi delle specifiche competenze, a partire da quelle interne ai settori della Città Metropolitana, a reperire le risorse sufficienti, a definire i tempi adeguati, a predisporre gli strumenti idonei per informare e coinvolgere anche i soggetti che non hanno la preparazione per leggere e interpretare gli atti amministrativi e gli usuali elaborati di progetto;
  • a impegnare:
  1. la Conferenza Metropolitana con consigli comunali delle zone omogenee affinché esercitino un ruolo di indirizzo e proposta in relazione al Piano Strategico Metropolitano e ai suoi possibili cambiamenti;
  2. il Servizio Informatico, in collaborazione con le facoltà universitarie e le associazioni dedicate, ad allestire una piattaforma informativa digitale interattiva e selettiva, contenente il quadro normativo di riferimento, gli atti amministrativi e le proposte attinenti le aree soggette a trasformazione, con mappe georeferenziate e modalità di presentazione e raccolta delle osservazioni attraverso un efficiente sistema per simulare e verificare gli effetti delle trasformazioni in variante proposte. Modalità che consentano la più ampia comprensione della questione da parte di tutti soggetti interessati e così come devono chiarire le prerogative di ognuno;
  3. ogni Zona Omogenea ad allestire almeno un Urban Center dedicato, che ospiti cartografie, documentazione degli atti amministrativi relativi alle aree interessate alla trasformazione. Con l’allestimento di un ambiente interattivo multimediale, utilizzando gli strumenti che la rete (Google Earth, Google Maps, ecc.) già ci mette a disposizione, per documentare le condizioni attuali degli scali e dei contesti circostanti. Oltre alla opportunità percettiva sarà possibile intervenire su una determinata realtà attraverso simulazioni con la verifica delle conseguenze in termini di occupazione, traffico, emissioni ecc.;
  4. ogni Zona Omogenea a promuovere un’attività di ascolto e accompagnamento, organizzando incontri e dibattiti, oltre a utilizzare le apposite piattaforme, mettendo a confronto interessi, aspirazioni e visioni. Una attività finalizzata a perseguire l’ottimizzazione delle scelte non solo a livello strettamente locale ma anche a scala metropolitana e regionale. 




                                        Il Capogruppo

                                        Alessandro Braga