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ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

martedì 22 agosto 2017

Ischia, il terremoto e l'abusivismo

Dopo aver espresso la mia vicinanza agli Ischitani che conosco, il terremoto che ha colpito Ischia mi ha posto una domanda.
Quanto è stato danneggiato dell'abuso edilizio che da decenni e decenni pervade l'isola? È facile immaginare che, come non ha tenuto in conto alcuna norma urbanistica, l'abusivismo edilizio abbia fatto altrettanto con  i criteri di costruzione antisismici. È una questione annosa, giustificata e proposta come una malintesa affermazione di autonomia, di estensione del diritto alla emancipazione sociale e di definizione identitaria. Alla faccia dell'Epomeo, del suo cratere e delle sue pendici, il terremoto ora costringe a fare i conti con la realtà, facendo crollare forse anche ciò che nessun giudice, sindaco o assessore regionale non ha fatto abbattere. Chissà se l'ipocrisia e il voto di scambio, locale e nazionale, invece del ritorno nel solco della legalità e della urbanistica sostenibile, avrà la sfrontatezza di riproporre la consuetudine come convenzione da sostenere e foraggiare nel nome della tradizione?

giovedì 3 agosto 2017

Il parlamentare del PD Esposito ci è o ci fa?

Esposito, parlamentare PD "Per alcune ONG il tema è solo salvare vite umane" e quale altro dovrebbe essere per una ONG? Il problema c'è dove accettano di essere in filiera con i trafficanti di carne umana. È il tema della politica pubblica di gestione e di prevenzione che non c'è.

sabato 29 luglio 2017

Was Telecom strategic for us? Telecom per noi non era strategica?

About strategic companies. All national telecom was allowed to include the substantive discriminatory practice of network and service control (where was the guarantor?) Except to sell it to the French instead of transforming it into a public company. But are we not in society and the knowledge economy? So what is strategic, if not the communication and access infrastructure?

mercoledì 19 luglio 2017

Lettera aperta a Tomaso Montanari

Lettera aperta a Tomaso Montanari dopo Roma e Milano

Caro Tomaso,

nella mail che hai indirizzato a me e ad altri esponenti di differenti culture politiche milanesi, accomunate dal NO al referendum costituzionale del 4 dicembre e dall'adesione all'appello che tu e Anna Falcone avete lanciato, precisavi che "nello spirito del Brancaccio, tutte le assemblee che vengono convocate sono ‘di tutti', senza nessuna primazia o senza nessuna sigla, targa o appartenenza." Condividendo questa tua premessa, ho partecipato alla riunione per il lancio e la preparazione dell'incontro pubblico milanese, che avrebbe dovuto essere plurale, dando la parola a tutte le differenze. Così non è stato. Chi ha deciso chi far parlare e chi censurare? A che titolo? In quale sede? Purtroppo è più forte di loro, gli emuli del bolscevismo sono senza speranza: rifuggono da ogni pluralismo che non sia interno alla divisione/ricomposizione della diaspora della Bolognina nella duplice versione "stampella del PD" o "minoritarismo identitario" e vivono come corpo estraneo ogni espressione libertaria, radicale, riformista, ecologista.  Poco importa se sono proprio queste espressioni ad aver promosso i referendum milanesi o la lista trasversale ed inclusiva per le elezioni della  Città Metropolitana o l'art.28 per l'Udienza Pubblica sulla privatizzazione degli ex scali ferroviari.
 Poco importa se il 50% degli elettori non vota perché non è motivato da nessuna offerta, meno che mai ideologica.
Noi libertari, che non siamo interessati a riesumare le antinomie politiche del Novecento,  che ci occupiamo delle questioni concrete locali e globali che interessano la vita dei cittadini, non saremo né utili idioti silenziati, né inutili testimoni della spartizione consociativa. Vogliamo concorrere a costruire un'alternativa di governo europea, capace di rispondere agli interessi del Paese e dei suoi cittadini in un'ottica glocale, avendo come riferimento la nostra Costituzione. 
I vari cespugli della vecchia sinistra, che stasera abbiamo visto in azione alla Camera del lavoro, sono la faccia speculare dell'autoreferenzialità del PD: a ognuno la sua parte in commedia, come abbiamo già visto alle elezioni amministrative milanesi, per fare la stampella a Sala o, quando va bene, per essere testimoni critici del suo consenso trasversale. 
Nessuno ci obbliga a questo spartito e a questa compagnia. 
Ti auguro una  piena consapevolezza coerente con il tuo appello.

Fiorello Cortiana

venerdì 14 luglio 2017

Scali ex FS: ha fatto la pentola ma non il coperchio

Ancora sugli scali ferroviari: si tratta di una truffa perche questa partecipata, quotandosi in borsa, anche solo parzialmente, diventa un privato a cui consegniamo un bene pubblico ( cioè che oggi appartiene alla città) e la sua rendita fondiaria, nonché gli indirizzi di politica urbana. È una truffa alla democrazia perché informare e incontrare la base elettorale del partito di maggioranza e dei suoi alleati non significa ascoltare i cittadini e men che meno farli partecipare. Già oggi c'è un assessorato alla partecipazione che avrebbe dovuto attivare per tempo ciò che abbiamo parzialmente attivato noi raccogliendo le firme. Fare bene, rispettando le procedure e le leggi è ciò che una buona politica e una buona amministrazione dovrebbero prefiggersi, altrimenti si decide altrove ( centri finanziari privati, con redazioni compiacenti a fare da cassa di risonanza di interessi altri). La nostra Costituzione, confermata dai cittadini il 4 dicembre, dà altre indicazioni da rispettare. Doverosamente facciamo i ricorsi per affermare i diritti, i doveri e i valori della Carta. Vedremo se siamo velleitari, sfascisti o se invece costituiamo un buon esempio.

giovedì 6 luglio 2017

Scali ex FS: Istanza Pubblica con respiro economico europeo

Con la Convocazione del Sindaco Sala dell'Udienza Pubblica sulla "Trasformazione degli Scali Ferroviari Milanesi" martedì 11 dalle 9,30 alle 20,30 e l'immediata convocazione del Consiglio Comunale mercoledì 12, l'amministrazione procederà alla ratifica dell'Accordo di Programma, firmato da Sala, Maroni e FS, ritenendo di aver dato ampia possibilità di partecipazione pubblica al processo deliberativo.
 Così non è, si ratifica in realtà una operazione definita da FS/Sistemi Urbani.
 Non va tutto bene Madama la Marchesa: l'utilizzo dell'art.28 del regolamento dello Statuto Comunale per la Partecipazione Popolare che abbiamo messo in campo come Lombardia Sostenibile non prevede solo l'indizione di una Udienza Pubblica sul tema ma, qui la parte di sostanza, la presentazione e la discussione di una Istanza Pubblica sul tema. 
Qui risiede la parte propositiva che contiene gli indirizzi strategici di governo di una operazione che interessa la città, la sua dimensione metropolitana e il paese, non solo per i risvolti urbanistici bensì per la funzione e la natura di una società interamente partecipata dal Tesoro, quale è FS, e il suo rispondere o meno al pubblico interesse.
 Per questo molti comuni della Città Metropolitana hanno approvato mozioni che chiedevano una partecipazione informata al processo deliberativo, per questo abbiamo preparato una Istanza Pubblica molto dettagliata con indicazioni precise tanto sul respiro economico europeo di tutta l'operazione, a cominciare dal rispetto delle regole dell'Antitrust, quanto sulle proposte per l'esercizio effettivo della democrazia deliberante attraverso la partecipazione informata al processo deliberativo.
 Stiamo comunque sul pezzo, insieme al gruppo consiliare Milano in Comune abbiamo organizzato per mercoledì 12, alle 20,30 in Sala Alessi, dopo la prima seduta del Consiglio Comunale, un incontro metropolitano aperto a tutti per illustrare in modo articolato i 12 punti della Istanza Pubblica. Li spediremo prima a tutti i consiglieri e alle amministrazioni del Comune di Milano e degli altri 133 che compongono la Città Metropolitana, nonché ai consiglieri regionali e ai parlamentari eletti qui. Se ci sono menti e cuori sensibili che pensano che esercitare un ruolo pubblico di indirizzo sia la condizione per la sostenibilità sociale, ambientale, legale, e ciò non sia equiparabile alla pianificazione sovietica ma alla tradizione del migliore riformismo ambrosiano, avranno argomenti concreti, circostanziati da esempi europei.
Vi aspettiamo.